
Kapla animazione, Il Cantiere dei Sogni
Grazie alle sue magiche tavolette di legno Kapla animazione è ormai un’istituzione in tutta Italia, sia sulle piazze che nelle scuole.
Per sei giorni i viali si riempiono di cose che non dovrebbero esserci.
Animali enormi che camminano sopra le teste dei bambini. Una mongolfiera minuscola, con dentro qualcuno che si stacca da terra. Un drago cucito con ago e filo. Arlecchino che pensa solo a mangiare, Pulcinella che se ne va verso la Luna, uno scheletro che balla meglio di chiunque altro.
E poi certe scatole. Piccole, chiuse. Ci si affaccia uno alla volta: dentro c’è un mondo intero e dura sei minuti. Gli altri, intorno, aspettano il proprio turno.
Quella fila è la nostra rivoluzione.
Le rivoluzioni di solito gridano. Questa si fa con le mani: un pezzo di legno diventa vivo perché qualcuno lo tiene e qualcun altro ci crede. Non è mai servito altro.
Per tre weekend Villa Borghese è il posto dove succede.
I bambini guarderanno i burattini.
Voi guarderete loro.
Dentro ci sono le sedie piccole nelle prime file, le panche dietro per chi accompagna, e un pianoforte in scena — qui la musica si suona mentre lo spettacolo va avanti, non si accende.
Lo dirigo io, con la mia famiglia e con la compagnia che ci lavora tutto l’anno.
Perché il festival dura sei giorni, ma il teatro no: da ottobre a giugno alziamo il sipario il sabato e la domenica, per i bambini che vengono la prima volta e per quelli che tornano da anni.
Bimb’in Burattin, a settembre, è il modo che abbiamo di aprire la porta e far entrare anche gli altri.
Quattordici edizioni che lo facciamo.
Caterina Vitiello, direttrice artistica





Non hanno un orario: ci sono.
Dalle 13 alle 19, lungo i viali intorno al teatro, mentre andate da uno spettacolo all’altro o mentre non andate da nessuna parte.
Cambiano a ogni weekend. Il primo ci sono le parate — animali alti quattro metri, trampolieri — e i teatrini nelle scatole, quelli che si guardano uno alla volta. Il secondo arriva l’Atelier Fantastico, che dipinge le facce dei bambini. Il terzo i Cartoni Animali: grandi sculture di cartone, pennelli, e tutto il pomeriggio per finirle.
Sono a partecipazione libera. Davanti ad alcuni troverete un cappello per terra: è la tradizione del teatro di strada, chi vuole lascia il suo contributo e chi non lascia niente è il benvenuto uguale.
Il biglietto è unico per tutti gli spettacoli del festival: otto euro, che siano in sala o all’aperto.
Ogni spettacolo si compra separatamente.
In sala il biglietto è l’ingresso.
Il San Carlino è un teatro piccolo, i posti finiscono.
E quando finiscono finiscono!
All’aperto, il biglietto assicura il posto a sedere davanti alla baracca.
Sono cinquanta.
Lo spettacolo è nel parco e il parco è di tutti: chi arriva senza può fermarsi a guardare in piedi, dietro. Vale la pena saperlo prima, però — un bambino di cinque anni, in piedi dietro, vede soprattutto la schiena di qualcun altro.
I Percorsi d’Arte non hanno biglietto e non hanno bisogno di prenotazione.
Si entra con calma, i bambini si scelgono il posto. Il teatro San Carlino è provvisto di bar e servizi igienici per tutta la famiglia. E si: abbiamo un bel fasciatoio a vostra disposizione!
Il festival non lo fa il teatro da solo. Queste sono le realtà che quest’anno lo attraversano:

Grazie alle sue magiche tavolette di legno Kapla animazione è ormai un’istituzione in tutta Italia, sia sulle piazze che nelle scuole.

Roberto Capone costruisce animali enormi con il cartone da buttare, e poi li lascia dipingere ai bambini. Sabato 26 e domenica 27 li porta sotto

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Una scuola dove si impara stando fuori, tra gli alberi. Sabato 26 portano l’argilla a Villa Borghese: mezz’ora con le mani nella terra, dalle 16,

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