Bimb'in burattin – Il teatro di figura e la rivoluzione gentile · XIV edizione · Con il contributo della Regione Lazio – Area Spettacolo dal Vivo

Festival Bimb'in Burattin
Teatro San Carlino

Dal 12 al 27 settembre, il sabato e la domenica. 12 compagnie da sei regioni, 18 spettacoli, 28 appuntamenti: dentro il San Carlino e fuori, tra i viali di Villa Borghese. Biglietto unico, 8 euro.

Sei giorni in cui Villa Borghese si riempie di burattini

Le rivoluzioni di solito gridano. Questa si fa con le mani: un pezzo di legno diventa vivo perché qualcuno lo tiene e qualcun altro ci crede. Non è mai servito altro.

Per tre weekend Villa Borghese è il posto dove succede.

I bambini guarderanno i burattini.
Voi guarderete loro.

Le cose strane che vedrete

Dodici compagnie da sei regioni:

Ignazio Bortot (Trentino)
Kirbi Teatro (Torino)
Compagnia Mantica (Grosseto)
Nata Teatro (Toscana)
Le Sette Allegre Risatelle (Roma)
Puppit (Roma)
Oliver Reimann (Roma)
Teatro San Carlino (Roma)
Irene Vecchia (Napoli)
Scaramucce (Cilento)
Teatro Le Giravolte (Lecce)
Cavalieri Erranti (Puglia)

Una cosa di legno non si muove da sola. Ogni compagnia che arriva a settembre ha un modo diverso di farla vivere, e sono modi che si imparano in anni.

Da Napoli arriva Irene Vecchia con le guarattelle, il teatro di Pulcinella: la mano infilata nel burattino, il braccio alzato sopra la testa per un’ora intera, e la voce che non è la sua.

Dal Cilento arrivano le marionette a filo di ZAZÀ!, dove uno scheletro balla e un tenore canta appesi a pochi millimetri di nylon.

Dal Salento un drago fatto di ombre, nato da una storia cinese di una ragazza che ricamava.

Da Torino Arlecchino, che ha fame e non ha nessuna intenzione di comportarsi bene.

Da Roma Cappuccetto Rosso e un lupo che è più simpatico di quanto dovrebbe.

Poi ci sono i teatri che stanno dentro una valigia. Si aprono, si guarda uno alla volta, e quello che c’è dentro dura tre minuti e non si racconta a chi non l’ha visto.

E fuori, tra gli alberi, animali alti quattro metri che camminano, una mongolfiera che si alza davvero, sculture di cartone che i bambini possono dipingere per tutto il pomeriggio.

Le foto qui vicino le hanno mandate loro.

Il festival ha una casa, ed è questa: una costruzione di legno in un viale di Villa Borghese che si chiama Viale dei Bambini.

Un teatro di legno dentro un parco

Dentro ci sono le panche nelle prime file, per i bambini, e dietro le sedie per chi li accompagna. E un pianoforte in scena — qui la musica si suona mentre lo spettacolo va avanti, non si accende.

Lo dirigo io, con la mia famiglia e con la compagnia che ci lavora tutto l’anno.

Perché il festival dura sei giorni, ma il teatro no: da ottobre a giugno alziamo il sipario il sabato e la domenica, per i bambini che vengono la prima volta e per quelli che tornano da anni.

Bimb’in Burattin, a settembre, è il modo che abbiamo di aprire la porta e far entrare anche gli altri. Lo facciamo da quattordici edizioni.

Caterina Vitiello, direttrice artistica

Alcuni scatti di scena del Teatro San Carlino:

Da ottobre: Le Chiavi della Fantasia, 23a stagione teatrale. | sancarlino.it

Cose che si incontrano camminando

Non hanno un orario: ci sono. Dalle 13 alle 19, lungo i viali intorno al teatro, mentre andate da uno spettacolo all’altro o mentre non andate da nessuna parte.

Cambiano a ogni weekend. Il primo ci sono le parate — animali alti quattro metri, trampolieri — a cura della Compagnia Mantica, e i teatrini nelle scatole, quelli che si guardano uno alla volta, delle Sette Allegre Risatelle. Il secondo arriva l’Atelier Fantastico, che dipinge le facce dei bambini. Il terzo i Cartoni Animali dell’Associazione Per Fare Un Gioco: grandi sculture di cartone, pennelli, e tutto il pomeriggio per finirle.

Sono a partecipazione libera. Davanti ad alcuni troverete un cappello per terra: è la tradizione del teatro di strada, chi vuole lascia il suo contributo e chi non lascia niente è il benvenuto uguale.

Le sei giornate

Sabato apriamo alle 13, domenica a mezzogiorno. Si va avanti fino a sera. Gli spettacoli hanno un’ora e un biglietto — unico, 8 euro, in sala e all’aperto. Tutto il resto si incontra camminando.

Ogni giornata ha da tre a cinque spettacoli, dentro il teatro e sotto gli alberi. Accanto a ogni titolo trovate l’età da cui la compagnia lo pensa, e quanto dura.

Alcuni spettacoli sono tradotti nella Lingua dei Segni Italiana insieme all’associazione Io Se Posso Komunico: sono segnalati nel programma.

Otto euro, e cosa vuol dire?

Il biglietto è unico per tutti gli spettacoli del festival: otto euro, che siano in sala o all’aperto.
Ogni spettacolo si compra separatamente.

In sala o All'aperto

In sala il biglietto è l’ingresso.

La sala ha cento posti: i bambini davanti, i genitori dietro.

All’aperto il biglietto assicura il posto a sedere davanti alla baracca. 

Sono cinquanta. Lo spettacolo è nel parco e il parco è di tutti: chi arriva senza può fermarsi a guardare in piedi, dietro. Vale la pena saperlo prima, però — un bambino di cinque anni, in piedi dietro, vede soprattutto la schiena di qualcun altro.

da sapere:

I Percorsi d’Arte non hanno biglietto e non hanno bisogno di prenotazione.

Come si comprano i biglietti?

Qui sul sito, in qualsiasi momento. Il giorno stesso, se restano posti, anche al teatro.

Arrivate mezz'ora prima!

Si entra con calma, i bambini si scelgono il posto, e sotto il portico ci sono i gessi per disegnare per terra mentre si aspetta. È il consiglio che ci danno le famiglie che tornano da anni, e hanno ragione.

In sala:

I bambini siedono davanti, sulle panche, se vogliono. Se il vostro preferisce restare accanto a voi, resta accanto a voi: nessuno vi dirà niente. E se a metà si gira a cercarvi, è normale — succede, ce lo aspettiamo.

Il festival non lo fa il teatro da solo. Queste sono le realtà che quest’anno lo attraversano:

Cartoni Animali – Associazione Per Fare Un Gioco

Roberto Capone costruisce animali enormi con il cartone da buttare, e poi li lascia dipingere ai bambini. Sabato 26 e domenica 27 li porta sotto gli alberi, dalle 13 alle 19: pennelli, colore, e tutto il pomeriggio per finirli. Davanti trovate il cappello, per chi vuole lasciare il suo contributo.

Io Se Posso Komunico

Associazione di promozione sociale che si occuperà di tradurre in LIS (Lingua dei segni italiana) alcuni degli spettacoli proposti durante il festival (https://www.io-se-posso-komunico.it/)

L’Asilo nel Bosco – Escuelita Viva

Una scuola dove si impara stando fuori, tra gli alberi. Sabato 26 portano l’argilla a Villa Borghese: mezz’ora con le mani nella terra, dalle 16, per i bambini dai tre anni in su. Con le maestre Silvia Cianchetti e Raffaella Agus. https://escuelitaviva.com/

Modelli si Nasce

Un’associazione romana che dal 2018 apre il mestiere di modello a ragazzi nello spettro autistico. Domenica 13, alle 18, sono nel parco davanti al teatro: mezz’ora di festa insieme, e ci si può fermare a guardare. https://www.modellisinasce.com

Atelier Fantastico

Patricia Amable dipinge le facce dei bambini: pochi minuti e diventano quello che vogliono. Sabato 19 e domenica 20, tutto il pomeriggio, a cappello.